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monuments men – siamo fatti della nostra storia e della nostra cultura!


Monuments_Men

Non vorrei fare una vera e propria recensione, ma provare ad esprimere l’idea del perchè un film così merita di essere visto. Anche per un bellissimo cast e per l’ottima regia che presenta, ma il discorso qui è più profondo.

E’ tratto da una storia vera!!

Il 23 giugno 1943, il presidente Roosevelt approvò la costituzione della “Commissione americana per la protezione e salvataggio dei monumenti artistici e storici nelle zone di guerra” meglio conosciuta come “La seconda Commissione Roberts” che prende il nome dal suo presidente, Owen J. Roberts . Da questa Commissione nacque il programma Monuments, Fine Arts, and Archives (Monumenti, Belle arti e Archivio) cioè una squadra di quasi 400 persone (di 13 nazionalità diverse)tra uomini e donne esperti di arte, critici, direttori di musei che lavorarono insieme alle forze militari per salvaguardare monumenti storici di grande significato culturale, quadri e opere d’arte dai danni della guerra che imperversava in Europa o per recuperarle dalle mani dei nazisti e prelevarle dai loro depositi.
Questo gruppo di persone è appunto ricordato anche con il nome di Monuments Men.
Il loro lavoro è stato in gran parte dimenticato dalla gente fino a quando uno studioso d’arte, Lynn H. Nicholas, che lavorava a Bruxelles, lesse un necrologio di una donna francese che spiò l’operazione di saccheggio dei nazisti per anni e che da sola riuscì a salvare 60mila opere d’arte. A quel punto Nicholas fece una ricerca e venne a conoscenza dei Monuments Men e di quello che hanno fatto di cui scrisse nel suo libro “The rape of Europa”.
Nicholas scrive anche che il più grande deposito di opere d’arte messo in piedi da Hitler era quello di Altaussee e che il suo obiettivo era quello di portare tutto nel complesso museale di Linz, in Austria, dove avrebbe allestito la vetrina del suo imperioso bottino.
I Monuments Men hanno prelevato dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale più di 5 milioni di opere d’arte tra Francia, Germania e Italia.
Nicholas alla luce di questi numeri, afferma senza dubbio che “Se non fosse stato per il lavoro di queste persone, migliaia di opere d’arte sarebbe andate perse e mai più ritrovate”.
 

Hanno fatto e capito qualcosa di grande, che l’importanza dell’uomo e di un popolo è fatta della sua cultura, della sua storia, dell’importanza di alcuni luoghi e della loro funzione (senza la quale non avrebbero mai trovato le opere). Non si può privare le persone di questo, a volte anche a discapito della propria vita.

Altro aspetto interessante è che questa idea venga da uno studioso d’arte di New York: mi vien da dire che più un Paese è giovane e quindi con meno storia ha e più ne riconosce il valore!

Al contrario, come accade ultimamente soprattutto in Italia, è all’ordine del giorno la discussione sul fatto che ormai storia dell’arte e geografia siano materie inutili. E allora non capisco perchè una missione come quella che venne condotta da questi soldati, di vitale importanza per la nostra storia, sia ormai diventata qualcosa di inutile. Far crescere nuove generazioni in cui la propria cultura sarà il privilegio di pochi è qualcosa che davvero non capisco e non concepisco!
Per fortuna ci sono film come questo, e mi augurerei che tanti ragazzi che studiano arte, pittura, scultura, storia, vadano a vedere perchè, se qualcuno durante il tempo di guerra (quando la cosa fondamentale è cercare di fermare la guerra, cercare di contenere il numero di morti) allora è qualcosa davvero importante!

Mi auguro che ci siano curatori, artisti e storici dell’arte così innamorati del loro lavoro da salvaguardarlo come fece Clair Simòne perchè siamo fatti della nostra storia e soprattutto della nostra cultura, di quelle opere fatte da piccoli uomini ma che sono diventate il più grande patrimonio che abbiamo, soprattutto per noi italiani che da qualsiasi parte ci voltiamo siamo immersi nella storia e enlla bellezza di opere d’arte, non importa quanto famose esse siano, ciò che importa è riconoscere la loro importanza per un determinato luogo in un determinato momento.

Donata

Per maggiori informazioni: creativeproject@hotmail.it

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9 thoughts on “monuments men – siamo fatti della nostra storia e della nostra cultura!

    • Mi trovo d’accordissimo!!! sono pienamente concorde che il messaggio è “che l’ identità di un popolo può sopravvivere se molti dei suoi uomini vengono uccisi, se le sue case vengono abbattute e i suoi beni confiscati; ma se a finire in fumo é la sua cultura, quel popolo non avrà niente da cui ripartire” e che john goodman sia un ottimo attore e anche un adorabile patatone! 🙂 sono d’accordo sulla regia e vedrò gli altri film che hai citato (mancano tutti all’appello ma vedrò di rimediare :))
      grazie di avermi scritto!!

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    • Se ti va, poi fammi sapere come hai trovato i film, quale ti é piaciuto di più eccetera. Se invece non dovessi più sentirti, per me averteli fatti scoprire é già una grande soddisfazione. Grazie a te per la risposta e per il “Mi piace” (apprezzatissimo)! : )

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  1. Ho visto il film, carino ma non è riuscito secondo me a far passare il vero messaggio importante e cioè che nell’arte c’è lo spirito di un popolo, c’è il senso della storia e della civiltà, lo specchio dell’epoca e le radici per il futuro. Il tema è quanto mai attuale visto la terribile situazione in cui versano monumenti, siti archeologici e musei in Italia. In molte scuole non insegnano neanche più la sotria dell’arte perchè considerata non fondamentale. Il governo, anzi i governi, non hanno fatto altro che tagliare fondi con il conseguente crollo della qualità e della salute del nostro patrimonio artistico. Che tristezza.

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