artisti/opere d'arte

artista del giorno 15 – Salvador Dalì part I (vs Michelangelo)


Volevo scrivere un articolo su Dalì, ma poi ho trovato così tanti spunti che è diventato la prima parte di quealche “artista del giorno” che dedicherò a lui!

Michelangelo Buonarroti (14751564) e Salvador Dalì (1904-1989). Sapevo che Dalì avesse studiato l’opera di Michelangelo, ma non ricordavo l’avesse fatto in modo così didascalico, soprattutto con le Tombe Medicee. Sono riuscita a trovare (più o meno) la stessa inquadratura delle sculture della Sagrestia Nuova. L’opera di Dalì sembra sovrapporsi perfettamente a quella di Michelangelo riprendendo e ricostruendo ogni muscolo e l’espressione dei personaggi dandone una visione personale, surrealista, togliendo le figure dal loro contesto originario, o annullandone lo spazio circostante, o ricollocandoli in un nuovo contesto, come nel caso del volto di Lorenzo De Medici. Riesce a renderla un’opera nuova piena di quella vita surrealmente vibrante dai colori tipici dei suoi dipinti e con l’aggiunta di piccoli dettagli che la rendono qualcosa di unico.

Donata

Per maggiori informazioni: creativeproject@hotmail.it

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4 thoughts on “artista del giorno 15 – Salvador Dalì part I (vs Michelangelo)

  1. Michelangelo è stato per me, e lo sarà per sempre, l’artista più amato in assoluto per la sua capacità di esprimere attraverso la materia la fisicità da un lato in tutta la sua espressione anatomica nel rappresentare qualsiasi attimo di sforzo fisico, ma al tempo stesso l’umanità, la sofferenza,l’estasi, in una sola parola il pathos dell’uomo…….lo adoro! non conoscevo questo lato di Dalì che, attraverso la sua tecnica artistica ha saputo reinterpretare le opere di Michelangelo dimostrando la capacità di mantenere vive in esse lo stesso pathos…..

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  2. Hai ragione. Scrivere su Dalì (come su Picasso), non è cosa da poco, non si può liquidare in mezza paginetta. Meglio frazionare l’incontro, magari focalizzarsi su un periodo.
    Ricordo che ogni tanto varcava il confine di Ponte san Ludovico tra Italia e Francia (Liguria) e recava un cagnolino con se, fortunatamente minuscolo, ma con un carattere da cerbero. Oltre al cagnolino aveva un frustino per cavalli, per tener lontani i non desiderabili. Pare che alla frontiera qualche contrattempo ci sia stato,
    Chi lo ha soltanto visto lo ricorda sicuramente, era un “PERSONAGGIO” , non solo un artista, ma una essenza vivente. Certo non fu l’unico, ma non se ne contano moltissimi.
    Un abbraccio
    Giancarlo

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