artisti/opere d'arte

artista del giorno 14 – Pieter(s) Brueghel


Su richiesta di gianpiccoli ecco, i Pieter(s) Brueghel. La “s” tra parentesi perchè sia il Vecchio che il Giovane sono Pieter, allora ho deciso di cercare qualcosa in comune tra i due: l’Adorazione dei Magi. Entrambi hanno affrontato questo tema da fiamminghi innamorati della loro terra, fortemente legati alle tradizioni e a quelle piccole figurette che caratterizzano tanti dei loro dipinti.

Due artisti così simili eppur così diversi.

Forse la differenza che si percepisce maggiormente è una più grande attenzione ai dettagli delle figure nel figlio mentre nel dipinto di Pieter Brueghel il Vecchio c’è una ricerca dell’atmosfera, quella coltre di neve che sembra attutire ogni rumore e avvolgere ogni personaggio, quegli infiniti personaggi rappresentati come tante piccole ombre di se stessi, curvi sotto il peso del freddo.

Col giovane troviamo la stessa inquadratura, li stessi piccoli omini collocati nello stesso posto ma, come una fotografia scattata diversi anni dopo (1567 quella del padre e 1600 quella del Giovane) hanno assunto una maggiore caratterizzazione, la neve ha smesso di scendere e, come una storia che si ripete ogni anno il 6 di gennaio, è ripresa qui come una visione più fumettistica. Le forme si fanno più definite, le architetture sembrano l’opera più precisa di un architetto più che quella di un pittore, sono ben caratterizzati anche i volti dei personaggi, che nel primo caso erano appena accennati; ma soprattutto sono apparsi i colori, non c’è più l’effetto seppiato del dipinto del padre, ma dei colori tipici delle sue opere future, dove i rossi e i verdi la faranno da padrone, con quelle figurette e quelle architetture spigolose e così ben definite che sembrano racchiudere, delimitare lo spazio per quegli omini.

A differenza del figlio, Pieter Brueghel il Vecchio rappresenta uno spazio quasi surreale, una sorta di predecessore per le opere di Dalì e Magritte, con quegli spazi inesorabilmente silenziosi e stridenti allo stesso tempo, con una grande solitudine pur nella molteplicità di figure, dove nessuna sembra interagire con le altre (soprattutto nelle opere più tarde).

Due artisti dove il figlio sembra proseguire il cammino del padre. Come dicevo prima, in molte opere sembra di vedere la stessa fotografia di una realtà semplice, contadina che si fa col tempo più tormentata, nel caso del padre, e più inventiva nel caso del figlio, come da un dipinto a un fumetto della realtà.

Donata

bruegel, adorazione dei magi sotto la neve, 1567, winterthur
brueghel, adorazione dei magi, 1600, venezia, museo correr

Per maggiori informazioni: creativeproject@hotmail.it

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8 thoughts on “artista del giorno 14 – Pieter(s) Brueghel

  1. Nulla da eccepire.
    Aggiungerei una particolarità: il figlio riesce a fare il salo di qualità che il padre non può fare, perché ingabbiato in una visione del mondo troppo differente. Il passaggio tra il 500 rinascimentale ed il 600 barocco, non è stato rapido e netto, ma ha determinato un certo tipo di atteggiamento artistico che da sud (l’Italia) ha cercato nuove frontiere. In Brughel padre non ravvisiamo ancora la solarità e forse neppure l’influenza mediterranea, mentre in Brughel figlio si nota una esplosione di colore, un naturale rapporto col movimento, una espressione che lascia trapelare la gioia di vivere. Non si cura delle proporzioni e delle prospettive, ma delle sensazioni che può esprimere ogni personaggio. Possiamo incastonare quindi il figlio in quel neo paganesimo che ha contraddistinto molta produzione artistica tra il 500 ed il 600. Inoltre le sue opere in qualche modo muovono propaggini che arrivano a noi con i Naïf , specialmente quelli dell’est Europeo.
    Io ho ravvisato tutto ciò, ma ovviamente sono solo opinioni
    Un abbraccio
    Giancarlo

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  2. la differenza tra i due è secondo me il cambio di focus:il padre più attento al mood, all’atmosfera, alle ambientazioni, nel figlio c’è invece maggiore consapevolezza della figura umana su cui si sposta l’attenzione del pittore pur non trascurando il contesto di scena

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