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Claudia Barone, con gli occhi dei bambini


“Il desiderio di scoprire, La voglia di emozionare, Il gusto di catturare. Tre concetti che riassumono l’arte della fotografia”. (E. Newton)

Curiosando su Facebook mi sono imbattuta in questa pagina – Attimi, secoli lacrime e brividi – alias Claudia Barone. Le foto mi hanno subito colpita per la sua sensibilità che emerge già in quel titolo così complesso e lungo. Ad uno sguardo più attento, però, risulta semplice, di un’evidenza che si palpa semplicemente osservando i suoi ritratti e i suoi paesaggi tanto da non avere più bisogno di altre spiegazioni.

Sarà che la sua attenzione agli sguardi e ai volti, e soprattutto agli sguardi e ai volti dei bambini, riesce a farle catturare ogni espressione al meglio, in principio strappando un sorriso a chi le guarda. Secondo me però questo accade perché Claudia riesce ad avere lo stesso sguardo di bambina sul mondo e sulla vita, come quelle piccole vite riesce a mettere nella fotografia ogni istante e ogni brivido che la vita ci dona. Questo lo si evince anche dal rapporto adulto-bambino delle sue foto: in quel sorriso complice della bimba che tiene le mani sul volto del papà; nell’abbandonarsi in totale serenità ai baci di una mamma; nello sguardo stranito e buffo di un bimbo che gioca col nonno; ma anche quelli sguardi che non si vedono ma si possono immaginare guardando quelle foto, come gli abbracci o quelle tenerissime scarpine sul pancione della mamma, che sembra raffigurare l’attesa di quello sguardo complice che avrà col suo bambino.

Se dovessi definirla con una parola direi che è la fotografa degli sguardi, non solo sguardi di bambini ma anche dei grandi ma guardati con gli stessi occhi di bambina; talvolta curiosa, talvolta intensa, talvolta molto ravvicinata, i bambini tendono ad avvicinarsi molto per conoscere.

Ma anche una fotografa influenzata da quella che io reputo una delle più grandi fotografe di bambini: Anna Geddes, che Claudia riprende nei colori e nell’ “idea” che mette nelle foto per poi far emergere la sua personalità. Riesce a rendere reale il suo punto di vista, non si tratta più di bei fagottini colorati e molto patinati, tratti che caratterizzano fortemente la Geddes, ma una visione più vicina alla normalità. Si viene a creare una familiarità tra la fotografa e il soggetto raffigurato, c’è una tale intimità in quelle foto che talvolta commuove.

Non solo volti, ma anche paesaggi, che esprimono la stessa intensità. Un’attenzione al colore e l’attesa di un attimo preciso e di un’inquadratura precisa; ma anche la forza del bianco e nero e di quei dettagli che rendono unica la sua arte; che le danno un tratto distintivo qualunque soggetto fotografi, e alla fine ci si trova di fronte a tutto questo: attimi, secoli lacrime e brividi.

https://www.facebook.com/ClaudiaBaroneFotografia

Per questo la ringrazio!

Donata

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2 thoughts on “Claudia Barone, con gli occhi dei bambini

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