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Alessandro Arena fotografo dell’istante


“È un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa.” (Henri Cartier-Bresson)

Fotografo a 360°, di cui risaltano soprattutto le fotografie di figura, persone riprese in diversi momenti della quotidianità. Persone con mille espressioni diverse catturate abilmente, con la capacità di saper cogliere l’attimo; cosa che non è da tutti i fotografi spesso troppo legati all’eccellenza tecnica, dimenticando quanto sia importante l’anima di ciò che si fotografa. Delle persone colte di sorpresa, nell’istante prescelto dall’artista; quelle facce che possono essere donate solo dal caso e che finiscono per diventare l’elemento preponderante di un fotografo, la sua firma.

Ogni scatto ha un’attenzione ai dettagli che la rende unica e punti di vista che in molti casi sono inusuali: come l’utilizzo di inquadrature particolari o giochi di riflessi. Per un fotografo che si occupa prevalentemente di reportage di matrimoni ed eventi come Alessandro Arena, questi ultimi diventano una sorta di “discrezione” nei confronti del soggetto fotografato, ma anche elemento che amplifica dimensionalmente la foto fino a farne perdere la percezione spaziale; diventa il modo per catturare da un punto di vista diverso ciò che sta accadendo, come nel caso del dettaglio del finestrino dell’auto della sposa su cui si riflette la chiesa in cui si sta per sposare.

Ci sono foto in cui il soggetto principale sembra piccolo, sul fondo; eppure è proprio quello che fa andare l’occhio su quelle persone, grazie alla cornice visiva data da scalinate, prati e scorci, con forti contrasti chiaroscurali e di messa a fuoco che danno più personalità alle fotografie.

Persone che in alcuni casi sembrano emergere dalla confusione della folla come un puzzle che si ricompone. Dopo un primo sguardo d’insieme ecco emergere due figure che si baciano all’angolo destro dell’immagine, sono lì come se il loro tempo fosse bloccato mentre tutto il resto si muove, sono lì come se fossero l’ultimo pezzetto mancante del puzzle che da senso a tutto il resto. Lì immobili, fino a diventare la silouette nera sullo sfondo di un mare, in un’altra foto che sembra proseguire questa idea dell’istante.

In contrasto, o forse in assoluta assonanza col bianco e nero, la decisione e raffinata intensità delle foto a colori, capaci di cogliere l’atmosfera soprattutto della notte, con degli effetti di luce tali da amplificare il momento fotografato.

Vi consiglio di visitare il sito, dove troverete anche degli interessanti paesaggi e foto di vario genere che fanno emergere lo stesso punto di vista e la stessa attenzione all’uomo e allo spazio in cui esso si colloca.

http://www.alessandroarena.com/

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15 thoughts on “Alessandro Arena fotografo dell’istante

  1. Pingback: Benvenuti | Alessandro Arena

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  4. Già il fatto che definisci la fotografia “artistica” mi fa pensare. E’ sbagliato a mio avviso rincorrere facili categorizzazioni. Per come la vedo io la Fotografia è una sola. Personalmente adoro il reportage,in tutti i casi non disdegno nemmeno ricerche più concettuali. Non m’interesso ne di macrofotografia ne di fotografia naturalistica, quella la vedo più come documento che come arte visiva.
    Sei scettica relativamente ai puristi della fotografia perchè magari non hai strumenti culturali giusti per poterla apprezzare, così come a me mancano gli strumenti culturali per apprezzare l’arte concettuale di duchamp ad esempio. Ma mai mi sognerei di giudicare, il limite è mio, non dell’opera. Citi il dipingere sopra a mano su stampa, ok, Saudek ci ha proposta lavori meravilgiosi in tal senso, ma non è certo una scelta dettata dal dover rimediare a un errore, La foto di partenza è sempre realizzata in funzione di ciò che aveva in mente di ottenere. E’ questo che io ti contesto nel dibattito. Se c’è progettualità tutto è consentito, perchè è quello che avevi in mente. A me il mezzo interessa poco. Diversamente è cercare di mettere una pezza a una foto che di suo non ha nulla da dire. Questo non è assolutamente “fare arte”.

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    • Ti rispondo da storica dell’arte e non da fotografa, ti assicuro che i più grandi artisti sono stati quelli che dall’errore hanno saputo rimediare, e non i pinco palli dell’arte ma artisti veri quelli grandi che restano nella storia (c’è un’opera citata anche nel blog, che in scultura, ha saputo fare dell’errore un capolavoro assoluto). Uno dei pittori più quotati al mondo che si chiama Bacon una volta che i suoi quadri per errore si erano impolverati ne ha saputo fare un’arte, artisti come Man Ray da errori di stampa hanno creato un genere. Secondo me piccoli e grandi artisti cominciano a diventare tali quando sanno riconoscere il bello della loro arte anche in qualcosa di sbagliato, che stona che può aver urtato in principio l’artista stesso. Forse non sempre questa cosa si chiama errore, a volte è un limite dell’immagine che si è trovata, qualcosa che ti fa rimettere in gioco e ti spinge a trovare sempre nuove innovazioni da un errore. Io sono affezionata a tutte le fotografie, quadri, collane orecchini…perchè tutte queste sono forme d’arte! e non mi priverei di nessuna di esse anche fosse venuta male; anzi troverei il modo di migliorarlo, di renderlo esattamente quello che volevo dire io, e che magari in partenza non ha dato quel risultato. Non mi paragono certo ai grandi artisti, ma da loro ho imparato tanto, li ho studiati per dieci anni e a tutt’ora non smetto e non smetterò mai, come dici tu senza giudicare, ma certo come una che ne cercherà il significato e il bello sempre.

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    • ne prendo atto, ma stai spostando il piano della conversazione ovviamente tirando l’acqua al tuo mulino, comprensibile. Tutte le tue dotte citazioni sono corrette. Ma non possiamo minimamente paragonare un errore di stampa o un quadro impolverato a alcuni dei tuoi lavori a cui hai voluto dare una seconda possibilità. Mi riferisco in particolare a scatti posterizzati(uno dei grandi limiti della lavorazione digitale), che io personalmente ritengo inguardabili. Molti altri tuoi lavori fotografici mi piacciono e lo ribadisco, apprezzo la tua poetica di linguaggio che denota la ricerca di uno stile personale, ma forse ecco gli esempi a sostegno della tua tesi(il non buttare) non sono adatti allo scopo. L’estetica può diventare parte integrante dell’opera. Che poi uno scatto o un’opera anche sbagliata abbia un valore affettivo e quindi un anima è fuori di dubbio, ma la sua pubblicazione a prescindere andrebbe evitata, va bene per l’album di famiglia, manca il presupposto per una critica oggettiva. Intendo dire che non basta che un tuo lavoro, o mio ovviamente, per me sia pregno di significato perchè questo significato arrivi agli altri. Questo non è fare arte.
      E te lo sto dicendo da docente di storia dell’arte, non da fotografo. 😉 I miei intenti sono tutt’altro che polemici, sto cercando di esprimere il mio pensiero perchè trovo le tue argomentazioni interessanti anche se per me fondate su presupposti errati, o meglio, inesatti perchè esemplificati in maniera errata, ma soprattutto dense di passione. Vai così. E di nuovo complimenti.
      Detto questo tolgo il disturbo, non era mia intenzione criticare a prescindere, mi hai chiesto un’opinione sui tuoi lavori e te l’ho data. Ma mi rendo conto di non essere a casa mia, e rispetto il tuo punto di vista, Ciao

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  5. Ho visto il suo sito, molto interessante la sezione wedding, ha delle indubbie capacità nel genere. Il resto a mio parere è noia. le foto in posa credo che ci siano, scommetterei sul controluce, ma posso sicuramente sbagliare. Complimenti per il blog

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    • A me sembra bravo, non lo conosco più di quello che ho visto nel sito, però mi sembra che su tutti i fronti non sia affatto noioso. sulla questione delle foto in posa, si forse ce n’è qualcuna, anche se devo ammettere che c’è una grande istintività che camuffa bene la cosa.
      bo io lo reputo bravo, per questo ho deciso di scrivere questo articolo. Sono ben accetta a parlare anche di altri fotografi (dal nick direi che sei un fotografo anche tu), quindi se conosci qualcuno di bravo da indicarmi sono ben lieta di scriverne un articoletto o pubblicarne delle foto.
      grazie per i complimenti! ps che ne pensi delle mie foto? 🙂

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    • Ripeto, ho visto il suo sito e confermo la bravura nel reportage matrimoniale, davvero bravo. Il resto non mi entusiasma ma è solo il mio parere. Conosco molti bravi fotografi ma non sta a me fargli pubblicità, se t’interessa scrivimi in privato. Il tuo blog è bello perchè ben scritto, piacevole e scorrevole. Alcune tue fotografie sono interessanti, altre meno. Quando scrivi non buttate una foto mal riuscita, photoshop ci da una mano… Stai scherzando immagino. O forse no, visto che le hai pubblicate. Non mi trovi daccordo su questa affermazione. La fotografia è altro, non pasticciare col fotoritocco per cercare di recuperare uno scatto cannato. Non sono un estremista, concordo sulla necessità di postproduzione, va come valore aggiunto. alcuni scatti pubblicati in quell’articolo sono stucchevoli. Rinnovo i complimenti sperando di aver stimolato qualche punto di riflessione. Ciao!

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    • dipende da cosa intendi per fotografia, forse non sono una fotografa a tutti gli effetti, come scrivevo nell’intro a quella sezione di foto (fotografia artistica) il mezzo macchina fotografica è come se fosse uno degli strumenti per fare qualcosa, insomma un quadro con mezzi non convenzionali, per questo, il dipingerci poi sopra a mano, piuttosto che usare photoshop o qualsiasi altro mezzo, come stamparle su supporti particolari sono elementi imprescindibili. Se volessi solo essere una fotografa e non un’artista userei solo reflex, convenzioni fotografiche (non ho mai fatto studi di fotografia ma solo d’arte, e sono molto scettica nei puristi della fotografia :P) Non elimino quasi nessuno scatto, perchè ti assicuro che è un problema di anima della fotografia non di immagine in sè! poi una cosa può piacere o non piacere ma grazie al Cielo ci sono giudizi soggettivi per potersi confrontare 🙂
      per il resto ti ringrazio dei commenti!
      buona continuazione

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  6. puzza tanto di marchetta, “Fotografo a 360°, di cui risaltano soprattutto le fotografie di figura, persone riprese in diversi momenti della quotidianità” e perchè vedo solo foto di servizi matrimoniali o persone in posa?

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